Tra il 1984 e il 1986, la squadra di Chiavari visse due stagioni memorabili, conquistando prima la C2 e poi cogliendo un quinto posto con “Mister Libidine” in panchina e Luciano Spalletti in campo. Ecco il racconto di un biennio storico.

“Si vedeva che Ventura era preparato e aveva tutte le qualità per arrivare lontano”. Nello Scarpa, veneziano, classe 1947, vive a Chiavari da quando nel 1983 dopo 10 stagioni nella squadra della sua città natale e varie peregrinazioni per l’Italia (Padova e Reggina tra le altre) decise di accettare l’offerta dei dirigenti dell’Entella (allora Entella Bacezza) per giocare la Serie D con i biancocelesti e vivere tra il 1984 e il 1986 un’avventura con l’ex Ct della Nazionale che frutterà una promozione e un quinto posto in C2.

Ventura sulla panchina del club chiavarese in C2

Dalla D alla C2 che cavalcata“Arrivai dall’Asti nell’estate del 1983 – racconta Scarpa – l’attaccante Talarico anche lui arrivato all’Entella in quell’estate aveva segnalato ai dirigenti il mio nome, dato che avevamo giocato insieme alla Novese”. “Avevo già 36 anni e accettai– prosegue l’ex numero 10 biancoceleste – pensavo di fare un anno a giocare in Riviera dove non avevo mai giocato”. Una buona prima stagione in D sotto la guida di Sergio Vezzoso, poi l’arrivo di Giampiero Ventura, allora 36enne, che aveva già allenato alcune squadre della provincia di Genova. Insieme a lui furono acquistati alcuni giocatori che rinforzarono la rosa. “Già in ritiro – ricorda Scarpa – Ventura ci disse che con quella rosa potevamo lottare per salire”. “ E aveva ragione” spiega. “La nostra fu una cavalcata – racconta – quasi sempre in testa nonostante un girone tra Liguria e Toscana che non era affatto facile”. Due le partite della svolta. Una contro il Rapallo e l’altra con il Castelfiorentino che diede la matematica certezza della promozione. “Con il Rapallo c’era una discreta rivalità – racconta Scarpa – e loro avevano degli ottimi giocatori come Carlo Petrini, ex Genoa. Noi vincemmo 1-0 in trasferta con un mio gol su punizione”.

Stagione 1984-’85, l’Entella vince l’Interregionale e viene promossa in C2. Mister Ventura è il primo in piedi da destra


C2, un quinto posto da sogno – La promozione, che fece riassaggiare all’Entella la C dopo qualche anno di purgatorio, fu solo l’inizio. Nel 1985-1986 si ripartì ancora con Giampiero Ventura. “La bravura del mister – spiega – era quella di saper gestire al meglio il gruppo, con il bastone ma anche con la carota” .“Tecnicamente – ricorda ancora Scarpa – sapeva individuare degli avversari i punti deboli e la strategia corretta per batterli. E poi faceva una cosa inusuale, almeno per quei tempi. Prima della partita ci chiamava e ci parlava a gruppi dividendoci tra difesa e attacco per spiegare al meglio i movimenti”. In quell’anno, proprio dal Castelfiorentino, avversaria in Serie D, arrivò un ragazzo toscano, di 26 anni. Luciano Spalletti.

Spalletti in azione con l’Entella

“Era un ragazzo vivace ma serio e un giocatore duttile – lo racconta Scarpa – sapeva fare di tutto e con noi infatti ha fatto dal mediano, alla mezz’ala fino alla seconda punta”. Un buon gruppo favorito anche dall’ambiente familiare. “Il nostro presidente possedeva alcune panetterie e pasticcerie nella zona di Chiavari – dice Scarpa – e a volte capitava di trovarsi lì a parlare più che in sede”. Con quei presupposti la stagione fu da da ricordare. “Fino a marzo eravamo in corsa per la C1 – spiega Scarpa – poi l’infortunio di Spalletti a marzo, un nostro compagno che lasciò la squadra perchè aveva vinto il concorso per vigile urbano a Sanremo ci lasciarono con poche riserve e alla fine finimmo quinti”.

Roberto Brambilla