Il crudele destino di Vincenzo Guerini
Apr 18, 2022
Guerini nel Brescia

Quando il calcio italiano reduce dal deludente Mondiale ’74 giubilò gli “eroi messicani”, affrontò una fase di fisiologico ricambio generazionale. Tra i ragazzi talentuosi portati in azzurro da Fulvio Bernardini, due talenti della Fiorentina a cui il destino avrebbe tirato un pessimo scherzo: questa è la storia di Vincenzo Guerini, la cui parabola fu spezzata dalla malasorte.

Il pallone nostrano, dopo la parentesi iridata del campionato mondiale 1974, si appresta a ringiovanire i propri ranghi azzurri. Il selezionatore Valcareggi viene pesantemente criticato, accusato per non essere riuscito a distaccarsi da quel gruppo che andava avanti dal titolo europeo ’68 senza operare un graduale rinnovamento. A doverci mettere mano – come racconta Fabio Ornano – è allora Fulvio Bernardini, giocatore talentuoso in gioventù e due volte scudettato come allenatore (Fiorentina 1956 e Bologna 1964). “Fuffo” salva alcuni giocatori della spedizione tedesca e pian pianino inserisce tanti giovani di belle speranze. Tra questi, il centrocampista Vincenzo Guerini, che milita nella Fiorentina.

Guerini, bresciano di Sarezzo (precisamente della frazione di Ponte Zanano), è un classe 1953 cresciuto e messosi in luce proprio nel Brescia. Le sue qualità non lasciano indifferenti i Viola, che lo ingaggiano nel 1973. Mediano rapido e di buon fisico, si disimpegna talmente bene con Radice prima e Mazzone poi, da suscitare l’attenzione di Bernardini. Il 29 dicembre 1974 debutta in Nazionale contro la Bulgaria, subentrando a Furino all’inizio della ripresa. Nel frattempo continua a giocare bene nella Fiorentina, vincendo la Coppa Italia nel 1975, vestendo l’azzurro dell’ Under 23. Guerini è parte integrante del rinnovamento azzurro che comprende anche il Roggi, Antognoni, Rocca, Bettega, Tardelli e altri.

Guerini (accosciato, secondo da destra) festeggia assieme ai compagni della Fiorentina la vittoria nella Coppa Italia del 1975

Questo talentuoso ragazzo trova il destino pronto ad aspettarlo, in maniera crudele e beffarda. Guerini viene convocato dall’Under 23, per il match contro l’Olanda in programma ad Ascoli Piceno il 24 novembre 1975. Partita rinviata per neve: il giocatore, a bordo della sua Porsche con il compagno Domenico Caso, rimane vittima di un grave incidente. Guerini viene sbalzato fuori dall’abitacolo sbattendo violentemente la gamba destra sul guardrail.

Riporta fratture multiple al perone, lesioni muscolari e nervose, finisce sotto i ferri in Austria per alcuni delicati interventi – tra cui un trapianto del nervo sciatico popliteo esterno per le profonde lacerazioni riportate – rischiando addirittura l’amputazione. Il calcio giocato si chiude per lui a 22 anni.

Guerini trova riscatto nel calcio ma in un altro ruolo, ancora giovanissimo. Diventa allenatore partendo con successo proprio dalle giovanili viola, legando poi il suo nome alla storica promozione in A dell’Ancona  nel 1992. Esperienze agrodolci in panchina, sempre avanti fino alla chiusura della carriera come team manager della Fiorentina nel 2016.

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