Josef Masopust: “Il gentiluomo del calcio”
Apr 13, 2022

Pallone d’Oro nel 1962, protagonista dei Mondiali di quell’anno, si distinse per bravura, tecnica e classe, ma anche per il suo comportamento in campo. Ha iniziato la sua carriera allo ZSJ Technomat Teplice nel 1950, prima di passare al club della sua vita, il Dukla Praga nel 1968, squadra con la quale si è affermato nel suo paese vincendo otto campionati cecoslovacchi e tre Coppe cecoslovacche. Stiamo parlando di Josef Masopust.

La squadra della Cecoslovacchia nella partita della fase a gironi contro la Spagna, giocata il 31 maggio 1962 allo stadio “Sausalito” di Viña del Mar. Josef Masopust è quarto da sinistra a destra

Il 9 febbraio 1931 nasce a Praga Josef Masopust, considerato il miglior giocatore nella storia del calcio cecoslovacco. Ha iniziato la sua carriera, come detto, allo ZSJ Technomat Teplice, debuttando nel 1950. Ha trascorso due anni nel club soprannominato Skláři, che significa Soffiatori di vetro. Le sue prestazioni hanno convinto il Dukla Praga a ingaggiare il centrocampista, alto 1 metro e 77 centimetri.

Josef Masopust (a destra) aiuta Pelé (al centro) a muoversi dopo l’infortunio durante la partita tra Brasile e Cecoslovacchia, giocata il 2 giugno 1962

Ma era impossibile per Masopust nei suoi primi anni passare inosservato. La sua eleganza nel giocare e la sua tecnica squisita lo hanno reso un calciatore in grado di distinguersi a livello internazionale. Sono stati il suo atteggiamento in campo e il suo rispetto per quello che oggi è conosciuto come Fair Play, a consegnargli il soprannome “Il gentiluomo del calcio”.

Masopust riceve il “Pallone d’Oro”

La sua permanenza al Dukla Praga ha preso il sopravvento su tutta la sua carriera: sedici anni. Ottenendo nel club della capitale cecoslovacca otto campionati (1953, 1956, 1958, 1961, 1962, 1963, 1964 e 1966) e tre Coppe nazionali (1961, 1965 e 1966). A livello internazionale, Masopust insieme alla sua squadra ha partecipato a diverse edizioni dell’allora giovane Coppa dei Campioni. Ma i Vojáci o Soldati come viene soprannominato il Dukla  per via del suo passato legato alle Forze Armate cecoslovacche, furono quasi sempre eliminati nelle fasi iniziali o agli ottavi di finale. Fu però nella stagione 1966-‘67, che la squadra della capitale raggiunse le semifinali del torneo continentale, venendo eliminata dagli scozzesi del Celtic, che sarebbe poi stati i campioni dopo aver sconfitto in finale l’Inter.

In azione

Ma la sua migliore prestazione, che lo portò anche ad essere giudicato uno dei più forti del suo tempo, la ottenne con la Nazionale cecoslovacca ai Mondiali del 1962 in Cile. Alla vigilia non fu considerato certamente uno dei possibili protagonisti di quel Mondiale. Stessa situazione che visse la sua squadra, la Cecoslovacchia, che nessuno aveva additato come una delle favorite.

I cecoslovacchi e Masopust confezionarono però la sorpresa. Nella fase a gironi affrontarono due squadre titolate ad essere le migliori in quel Mondiale: Brasile e Spagna, ma quest’ultima non mostrò il gioco che ci si aspettava, nonostante avesse le stelle del Real Madrid, Ferenc Puskás, Francisco Gento e Alfredo Di Stéfano (non al suo meglio), e altri come Luis Suárez Miramontes, che aveva primeggiato al Barcellona e in quel momento era all’Inter.

Masopust e i suoi compagni di squadra hanno battuto la Spagna 1-0, hanno pareggiato 0-0 con il Brasile e, una volta qualificati, hanno perso 1-0 contro il Messico. Hanno poi sconfitto l’Ungheria 1-0 nei quarti di finale ed eliminato la Jugoslavia 3-1 in semifinale per raggiungere inaspettatamente la finale, ancora contro il Brasile. Fu in quella partita che il protagonista di questa storia segnò uno dei gol più importanti della sua carriera, aprendo le marcature dopo 15 minuti di gioco per l’1-0 per la Cecoslovacchia. Ma la gioia durò pochissimo, perché il Brasile pareggiò grazie ad Amarildo al 17′ e finì per vincere 3-1 grazie a Zito al 69′ e Vavá al 78′.

In Belgio nel Crossing Molenbeek

Ma in quel Mondiale Masopust non si distinse solo per il suo gioco, ma anche per il suo atteggiamento. Pelé si era infortunato e allora non era possibile effettuare sostituzioni, quindi O Rei non era al cento per cento delle sue capacità. Durante la partita della fase a gironi il brasiliano, avanzando con il pallone tra i piedi,  ha incontrato sulla sua strada Masopust. A causa dell’infortunio il ceco sarebbe riuscito a toglierglielo senza difficoltà, ma conoscendo il vantaggio che aveva su di lui per via dell’infortunio, lo fece passare in un atto di cavalleria che raramente si vede su un campo di calcio.

La prestazione di Masopust ai Mondiali in Cile lo rese uno dei migliori del torneo e del mondo, al punto che nel 1962 gli fu assegnato il Pallone d’Oro, superando Eusébio, il grande favorito che aveva vinto la Coppa dei Campioni quell’anno con il Benfica.

Masopust ha continuato a giocare per il Dukla Praga fino al 1968, terminando poi la carriera con gli ultimi due anni in Belgio al Crossing Molenbeek. In seguito iniziò una carriera da allenatore, che non ebbe molto successo, passando per la sua ex squadra tra il 1973 e il 1976, e  la stessa Nazionale cecoslovacca dal 1984 al 1987.

La carriera del “Gentiluomo del calcio” non annovera titoli internazionali importanti o significativi, ma furono il ​​suo talento in campo e la sua onestà a collocarlo come uno dei giocatori più importanti del Ventesimo secolo in Europa e nel mondo.

Mario Bocchio

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