“Mi ha salvato il calcio dei dilettanti”
Lug 14, 2021

Per uno che ha rincorso un pallone fino a 40 anni suonati e oltre, giocando anche in Serie D col Canelli dopo una carriera gloriosa (dagli esordi col Torino, passando per Fiorentina, Milan, Lazio, Parma e Roma con un palmares di tutto rispetto: 25 presenze in Nazionale, 2 Scudetti, 2 Coppe Italia, 2 Supercoppe italiane, una Coppa Uefa, una Coppa dei Campioni e una Intercontinentale) è una svolta epocale. Diego Fuser passa dai palloni alle palline. La sua nuova passione si chiama foot golf. Uno sport che ha le stesse regole del golf, ma che si gioca calciando un pallone 5. Fuser è anche il presidente della Federazione foot golf, una carica che ricopre dal mese di gennaio 2021, una passione che ha preso il posto delle macchinine, l’amore che aveva da bambino.

Fuser (a sinistra) al Torino nel 1987, alle prese con il giocatore dell’Udinese Pasa
Fuser nel Milan

Fuser gestiva dalle parti di Asti una pista per macchinine, piccoli bolidi telecomandati in grado di raggiungere anche gli 80 chilometri orari: “Andavamo sempre in giro il sabato pomeriggio per divertirci, solo che dovevamo fare ogni volta 100km per andare in una pista decente. Così ci siamo detti: possibile che non riusciamo a fare una pista qui vicino ad Asti? Combinazione, abbiamo trovato un campo di calcio abbandonato e siamo riusciti a creare questa struttura”.

Fuser (accosciato, secondo da destra) al Parma nel 1998

Poi la nuova folgorazione. Come si è avvicinato al mondo del foot golf? “Mi sono avvicinato grazie a un amico che tre anni fa mi ha chiesto se volessi giocare con loro e a poco a poco è iniziata la passione per questo nuovo sport. Mi sono bastate poche partite per innamorarmi e iniziare a giocare. La mia idea è di rendere il foot golf uno sport con un riconoscimento ufficiale. Voglio cercare il riconoscimento del Coni e mi piacerebbe un giorno arrivasse alle Olimpiadi. È un gioco che richiede abilità e fortuna, ma al quale soprattutto possono partecipare tutti”.

Fuser (accosciato, primo da destra) in nazionale nel 1999

Il calcio però non si dimentica: “Dopo le soddisfazioni che mi sono preso in serie A ho anche voluto cimentarmi con altre categorie. Perfino la Serie D, a Canelli, alla quale sono arrivato grazie a Lentini, mio ex compagno di squadra nel Torino, che mi aveva convinto a giocare a calcio con loro. In poco tempo abbiamo creato un bell’ambiente”.

Presidente della Lega italiana Footgolf

Quello che successe dopo non lo dice ora ma lo si sa. la Nicese come giocatore-allenatore e alla bella età di 44 anni anche il Colline Alfieri Don Bosco, squadra di Promozione, fino al 2012 quando già era successa la peggiore disgrazia della sua vita. Diego Fuser ha perso, quando aveva solo 15 anni, il suo primogenito: Matteo, malato da piccolo.

Al Corriere ricordò quei giorni cupi: “Dopo la morte di mio figlio il calcio dei dilettanti mi ha aiutato molto”. Proprio all’apice della sua carriera calcistica ha vissuto la sofferenza di vedere suo figlio combattere contro la malattia: “L’unica cosa che ci ha permesso di andare avanti, nel mentre, era per me e mia moglie pensare a chi stava peggio di noi”.

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