Nell’inferno di Trebisonda
Giu 10, 2021

Pensiamo alla Turchia e ci viene in mente Istanbul, la capitale, quindi lo stretto del Bosforo, l’antico impero bizantino e per gli amanti della tradizionale cucina turca, il kebab. Pensando al calcio, le prime squadre che, forse, ci verranno in mente sono il Galatasaray, il  Fenerbahçe  e il Beşiktaş. Inevitabile visto che dal 1957 ad oggi soltanto otto volte altri club turchi sono riusciti ad interrompere l’egemonia dei fantastici tre: i più titolati della Turchia calcistica. Ben sei volte è riuscito nell’impresa il Trabzonspor, l’ultima al termine della stagione 1983-‘84. Gli ultimi a riuscirci nel 2019-‘20 sono stati quelli del Başakşehir. I “Guerrieri di Trebisonda”, la città sul Mar Nero: così vengono soprannominati i calciatori del Trabzonspor. Prima del 2011, il Trabzonspor ha incontrato per la prima volta una squadra italiana nel 1983. Si tratta dell’Inter in Coppa UEFA nel primo turno: all’andata vinsero per 1-0 a Trebisonda, al ritorno persero per 2-1. I turchi incontrano nuovamente un’italiana dopo dieci anni, esattamente nel 1993. Questa volta è il Cagliari l’avversario in Coppa UEFA nel secondo turno: all’andata i turchi pareggiarono per 1-1 a Trebisonda, il ritorno vide un altro pareggio questa volta a reti inviolate. L’anno successivo, nel 1994, ecco la Lazio, ancora in Coppa UEFA, nel terzo turno: all’andata, il Trabzonspor, perse per 2-1 in casa, il ritorno ennesima sconfitta per 2-1.
Nel 1999 il Trabzonspor affronta il Perugia durante l’ Intertoto nel terzo turno: all’andata i turchi persero per 2-1 a Trebisonda, il ritorno vide la vittoria a tavolino per 3-0.

L’Inter a Trebisonda nel 1983

Nel 2011 in Champions League il Trabzonspr affronta ancora ll’Inter nella fase a girone: all’andata vince per 1-0 a San Siro, al ritorno pareggia 1-1. Nel 2013 in Europa League i turchi incontrano la Lazio nella fase a gironi: all’andata pareggiarono 3-3 a Trebisonda, al ritorno altro pareggio 0-0. Nel 2014, sempre in Europa League, affrontano la Juventus nei sedicesimi. Il turno lo passano i bianconeri: all’andata il Trabzonspor perde 2-0 a Torino, al ritorno ennesima sconfitta anche qui per 2-0. Nel 2015 è toccato al Napoli, che sul Mar Nero dilagò addirittura per 4-0.

Trabzonspor-Liverpool nel 1976

Nel secondo turno della Coppa dei Campioni 1976-‘77 il Trabzonspor sconfisse all’andata i campioni d’Inghilterra del Liverpool per 1-0, per poi capitolare per 3-0 ad Anfield al ritorno. Lo  Huseyin Avin Aker era un autentico catino. Basti pensare che al minuto sessantuno di ogni partita casalinga del Trabzonspor, i suoi tifosi erano e sono soliti inscenare un vero e proprio campo di battaglia: in ricordo della conquista di Trebisonda ad opera dei Turchi Ottomani del 1461, i supporters del Trabzonspor si scatenano, lanciano in campo petardi, fumogeni e carta igienica, rendendo quasi sempre necessaria la sospensione della partita.

Il tifo del Trabzobspor

Con più di 450 presenze, uno dei giocatori più famosi nella storia del club è il portiere Şenol Güneş, che difese la porta dei  “Guerrieri di Trebisonda” dal 1975 al 1987. Oggi Şenol Güneş è il commissario tecnico della nazionale turca dopo aver preso il posto del romeno Mircea Lucescu nel febbraio del 2019.  Güneş in italiano significa sole e proprio il sole sperano risorga più lucente di prima. L’ex portiere e bandiera del Trabzonspor è tornato infatti sulla panchina più prestigiosa del Paese a cavallo fra Europa ed Asia a distanza di diversi anni.

Ad Istanbul negli anni trenta del novecento c’era una piccola squadra che si chiamava proprio Güneş Spor Kulubu! La nazionale è stata allenata anche da due tecnici italiani: Sandro Puppo e Leandro Remondini. Il primo vincitore della Coppa Italia con il Venezia nel 1941 ed il secondo calciatore di Verona, Lazio e Milan. Entrambi hanno giocato ed allenato praticamente ovunque fra Italia e Turchia. Nel 2002 la Turchia si classificò addirittura terza ai mondiali nippo-coreani ed il suo Ct era proprio Şenol Güneş. Nato a Trebisonda nel 1952, gli è stato dedicato il nuovo stadio dei bordo mavi, gli amaranto celesti di Trabzon. Era la mezzaluna di Hakan Sukur e Hasan Sas ma anche di Alpay e Bulent Korkmaz. Sia da calciatore che da allenatore Şenol Güneş  ha vinto tutto. Ben sei scudetti da guardiano della porta del Trabzonspor e pou due titoli di campione sulla panchina del Beşiktaş, una delle tre grandi di Istanbul che da sempre, come già detto, spadroneggiano in campionato ai danni delle altre città compresa Ankara.

Nel mezzo ancora al Trabzonspor come allenatore, per riportare il titolo alla sua gente nella sua casa. La sua gente che nel 2011 ha stabilito il record di tifosi in trasferta, ben 60mila all’Ataturk lo stadio del famoso Liverpool-Milan del 2005, e stiamo parlando di mille chilometri di distanza fra Istanbul e Trebisonda. Ben quattro volte secondo alle spalle della squadra campione, l’ultima nel 2011. Arrivarono secondi, uno scudetto scippato dal potente Fenerbahçe e lo scandalo corruzione in atto in quei mesi fra gare sospette e truccate. Il Trabzonspor alla fine del 2010-‘11 è arrivato primo insieme al “Fener” con 82 punti ma è scivolato al secondo posto per differenza reti, peggiore solo di 4 gol.

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