La sua è la stata la prima morte oscura del calcio
Mar 3, 2021

Il 16 marzo 1969 moriva, negli spogliatoi dello stadio “Amsicora” di Cagliari, Giuliano Taccola, giovane giocatore della Roma. Taccola in quella partita non era sceso in campo, perché già prima dell’incontro non si sentiva molto bene, ma nessuno immaginava quanto sarebbe successo un paio d’ore più tardi.

Due immagini di Taccola in azione
La Roma 1968-’69. In piedi da sinistra: Cappelli, Cordova, Sirena, Bet, Santarini, Taccola. Accosciati: Pizzaballa,
Ferrari, Peirò, D’Amato, Salvori
Fabio Capello e Giuliano Taccola nella Roma
Un’acrobazia di Taccola a San Siro

Toscano di Uliveto Terme, cresciuto nel Genoa, Taccola venne inviato, poco più che diciannovenne all’Alessandria, a “farsi le ossa”. Campionato di Serie B 1962-‘63. Alla corte grigia rimase poco meno di un campionato. Quarantadue minuti dopo l’inizio della sua prima presenza con l’Orso siglò la sua prima rete nella sfortunata partita interna con il Messina, persa 2-1. Giocò in totale ventuno gare segnando due gol pochi, forse, ma sufficienti a far vedere che la stoffa c’era. Rientrato al Genoa dopo altri prestiti (Varese, Entella e Savona) fu ceduto alla Roma. Helenio Herrera, sulla panchina giallorossa vedeva bene questo ragazzo tanto da farne un titolare inamovibile della squadra, prima del tragico epilogo di Cagliari.

I tifosi giallorossi ricordano Taccola
“Il Messaggero” del 18 marzo 1969

 La sua è la stata la prima morte oscura del calcio. Emerse, all’epoca, uno scenario inquietante. Taccola aveva sostenuto negli ultimi tre anni solo una visita medica, nel 1966, quando ancora giocava nel Genoa, dove gli fu riscontrato il cosiddetto soffio a cuore. L’inchiesta, avviata nel marzo 1969, fu archiviata nel gennaio 1971. Nessun colpevole: «Non sono emerse responsabilità penali» la sentenza. Resta solo il verdetto dell’autopsia: «Insufficienza cardiorespiratorio acuta». E i sospetti della moglie, che da allora chiede giustizia.

Sergio Giovanelli

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