Per andare più in basso nel calcio, bisogna salire in alto: per la precisione arrampicarsi su una rocca, fin su il monte Titano, davvero non molto lontano da casa nostra. Quella di San Marino è infatti la nazionale più scarsa del pianeta: certo, a pari merito con le selezioni di altri microstati come Anguilla, Montserrat, Papupa Nuova Guinea e Samoa Americane. Ma in una delle prime partite di qualificazione per i Mondiali 2014, proprio le Samoa Americane avevano vinto la loro prima partita nella storia contro Tonga, relegando San Marino alla peggior serie negativa per squadre nazionali. Oggi i sanmarinesi occupano il penultimo posto (su 210) nel ranking mondiale della Fifa, precedendo Anguilla.

Paul Ince e William Guerra durante San Marino-Inghilterra 1-7, nel 1993

La prima partita ufficiale dei Titani risale al 14 Novembre del 1990: San Marino-Svizzera 0-4 allo stadio Olimpico di Serravalle, “Wembley” putativo della selezione sammarinese.

Da allora, tanti anni di onorata militanza nel ranking internazionale, i risultati utili sono stati solamente cinque: due amichevoli contro il Lichtenstein (un pari e una vittoria in amichevole, l’unico successo in una partita ufficiale), un match con la Lettonia, il risultato che resta ancora il più prestigioso, il pari casalingo contro la Turchia nelle qualificazioni per i Mondiali del 1994., e il pari, sempre casalingo, con l’Estonia nelle qualificazioni a Euro 2016. Alla fine delle qualificazioni agli Europei 2012, invece, San Marino detiene la striscia negativa più lunga di sconfitte per squadre nazionali: 54 ko consecutivi, alcuni dei quali particolarmente duri in termini di punteggio.

A scorrere il ranking Fifa fino agli ultimissimi posti, infatti, è facilmente individuabile: la nazionale attualmente allenata da Franco Varrella, al contrario di samoani e compagnia bella, è costretta a confrontarsi con autentiche leggende del calcio mondiale, e non certo in accesi derby della Micronesia, nei quali in fondo può accadere di tutto.

Ad esempio San Marino si è trovato di fronte nel girone addirittura la Germania prima e l’Olanda poi, ed il 2 settembre 2011 al PSV Stadion di Eindhoven, Andy Selva e compagni avevano incassato undici gol, con quaterna di Van Persie e doppiette di Huntelaar e Sneijder. Nel 2006 contro la Germania il passivo più pesante, 0-13, in un contesto in cui San Marino è abituato a viaggiare alla media di quattro gol e mezzo incassati a partita.

Ma i biancazzurri non rinuncerebbero mai a ritrovarsi di fronte l’elite del calcio mondiale, anche a fronte di brucianti sconfitte, proprio per il sapore unico di questi appuntamenti.

Ancora un fotogramma della sfida con l’Inghilterra nel 1993

D’altronde i professionisti sono sempre stati pochini: la maggior parte dei calciatori della nazionale a San Marino gioca nel campionato locale, il centravanti Andy Selva ha avuto un passato rispettabile in Lega Pro, ed il giocatore più rappresentativo della storia resta l’ex juventino Massimo Bonini, che giocò da capitano nel primo confronto ufficiale contro l’Italia, allora allenata da Arrigo Sacchi, a Cesena.

Ma la vera icona del calcio sanmarinese è senza dubbio Davide Gualtieri, attaccante classe 1971 che il 17 novembre 1993 ci mise appena 8 secondi e 3 decimi per entrare nei libri di storia, segnando il gol del vantaggio in San Marino-Inghilterra, valida per le qualificazioni ai Mondiali americani del ’94.

Si tratta di uno dei gol più rapidi della storia del calcio internazionale. “Ricordo ancora l’azione, anche perchè c’è il filmato su Internet e ogni tanto lo riguardo: palla al centro, Bonini passa a Bacciocchi che sbaglia il lancio, Pearce interviene e prova a lasciare scorrere all’indietro per Seaman, io mi inserisco, anticipo il portiere e segno. Diciamo che sono stato bravo a crederci“.

La gioia di Gualtieri dopo il suo gol agli inglesi

Quella sera Gualtieri venne intervistato da cinque televisioni, trovò spazio su tutte le prime pagine dei giornali e tabloid inglesi (indimenticabile la copertina del Daily Mirror, che titolò “Fine del mondo”, con foto del gol di San Marino) e divenne l’idolo di Scozia, Galles e Irlanda, le storiche rivali inglesi. “Il momento più bello, quella sera, non fu tanto il gol, perchè in pratica non mi resi neppure conto di quello che stavo facendo. Fu veramente indimenticabile quello che accadde dopo, dalle interviste allo scambio di maglia con Pearce: lo ringrazierò per sempre, mi ha regalato un gol e la maglia dell’Inghilterra“.

La prima pagina del Daily Mirror

Oggi Gualtieri si diletta con il calcetto (“il campo grande, però, mi manca”) e si occupa di computer. “In negozio, è entrato un signore con la maglia della Nazionale di San Marino: pensavo avesse un problema al computer, invece mi ha chiesto una foto e un autografo. Subito non ci ho pensato, poi ho capito“. Potere proprio di quel gol. Poco importa se a quella rete ne sono seguite sette degli inglesi per un dignitoso (per gli standard sanmarimesi, sia chiaro) 1-7 contro gli inventori del football. Eppure, quel gol, ha scritto la storia: in Scozia, ad esempio, per parecchio tempo è andata a ruba la maglietta “Gualtieri 8 seconds“; in Galles, per diversi anni, gli eroi nazionali erano nell’ordine Giggs, Hughes e Gualtieri; e a San Marino, infine, c’è un esperto di computer che nella sua vita ha segnato a uno dei portieri più forti del mondo, il leggendario David Seaman.

Fonti:
Storia della nazionale: Fabio Belli (controcalcio.wordpress.com)
Intervista a Gualtieri: Luca Alberto Montanari (sanmarinoworld.sm)