«Attraversarono Piazza Vittorio, sterminata nelle ombre della sera. Già parlavano di football. Emilio, naturalmente, era per la Juventus, la squadra dei gentlemen, dei pionieri dell’industria, dei gesuiti, dei benpensanti, di chi aveva fatto il liceo: dei borghesi ricchi. Giraudo, altrettanto naturalmente era per il Toro, la squadra degli operai, degli immigrati dai vicini paesi o dalle province di Cuneo e di Alessandria, di chi aveva fatto le scuole tecniche: dei piccoli-borghesi e dei poveri».

(Mario Soldati, Le due città, 1964)

La prima stracittadina, giocata il 13 gennaio 1907 al campo Velodromo Umberto, fu anche la prima partita disputata dalla neonata società granata. La rivalità tra le due compagini era già forte e sentita considerando che la nuova società del Torino fu fondata da soci dissidenti juventini, tra cui l’ex presidente bianconero e maggiore finanziatore Alfredo Dick.

Una fase di Torino-Juventus del 13 gennaio 1907, il primo derby tra granata e bianconeri

Un gustoso aneddoto viene narrato dalle cronache del tempo: qualcuno riuscì a chiudere a chiave il signor Dick negli spogliatoi, costringendolo ad intuire l’andamento della partita unicamente grazie ai commenti del pubblico presente sugli spalti. Per la cronaca vinse il Torino per 2-1 grazie alle reti granata di Orsi e Kaempfer, di Borel sul rigore invece la marcatura bianconera.

Il bianconero Anastasi tenta una sortita in area avversaria, attorniato dai granata Agroppi, Fossati, Zecchini e Cereser, nel derby del 4 marzo 1973


La Juventus dovrà attendere due anni prima di festeggiare la prima vittoria in un derby , che arriva esattamente il 17 gennaio 1909 quando la Vecchia Signora batte il Toro 3-1 grazie alla doppia marcatura di Borel e il centro di Capra. Partite di altri tempi.

Clamoroso il derby disputato il 5 giugno 1927 che suscitò enorme scandalo con il “caso Allemandi” che portò alla revoca dello scudetto granata. Il terzino juventino Allemandi fu infatti accusato di essere stato pagato per far vincere la partita al Torino, che effettivamente vinse per 2-1, scatenando il primo caso di corruzione e il primo scandalo del calcio italiano che costò il tricolore alla squadra granata.

«La Juve degli Agnelli, ma anche degli immigrati siciliani e calabresi, il Toro di Pianelli e degli impiegati piemontesi, di quelli che parlavano il dialetto duro e puro. La Juve dei tanti scudetti e il Toro che portava nelle vene, e porterà per sempre, il mito di capitan Valentino e degli altri eroi scomparsi nel rogo di Superga, e il rimpianto per la farfalla granata, Gigi Meroni. Due modi di essere».

(Darwin Pastorin, 2008)

Alla fine degli anni ’20, dopo l’avvento nel 1923 della famiglia Agnelli a capo della Vecchia Signora, il derby sarà a lungo affare della società bianconera, col Toro costretto a soccombere riuscendo a racimolare appena 3 vittorie in 20 incontri.

Paolino Pulici durante un Derby della Mole

La rivalità cittadina cominciò ad assumere connotati sempre più accesi con la Juventus che rappresentava il tifo borghese, mentre il Torino raccoglieva maggiori simpatie tra le fila del proletariato urbano.

Negli anni ’60 e ’70, la massiccia immigrazione meridionale a Torino vide molta gente del Sud che abbracciò la Vecchia Signora, considerata come la squadra della Fiat, l’azienda in cui tanti lavoravano, mentre la tifoseria granata andò sempre più ad identificarsi con lo spirito originario torinese e piemontese. Caratteristiche poi andate sfumandosi negli anni.

Roberto Bettega, un altro dei protagonisti della stracittadina torinese

La Juventus ha però spesso sofferto la determinazione agonistica che la società granata riesce a mettere in campo nei match che decidono la supremazia cittadina.

Famoso il derby disputato il 27 marzo 1983 dove, sotto di due gol, la squadra granata riuscì, in tre minuti nella ripresa (dal ’75 al ’78), a rimontare e ribaltare la situazione grazie alle reti sotto la Maratona di Bonesso, Dossena e Torrisi fissando il risultato finale sul 3-2. I tifosi granata ricorderanno anche il derby vinto all’ultimo minuto il 18 novembre 1984 grazie a una prodezza di Aldo Serena (a sua volta famoso per aver giocato su entrambe le sponde della Mole).

Dopo lo “scavetto” di Maspero, Salas sbaglia il rigore


Gli anni del Grande Torino rappresentarono però l’unico periodo di effettiva egemonia granata con partite dominate, come in occasione del 5-2 nel 1942 oppure del 5-0 del 1944. Boniperti ancora ricorda con un filo di ansia gli occhi dei tifosi del Toro dietro alla porta di Bacigalupo che lo portarono a sbagliare un rigore in un derby al Filadelfia. La squadra bianconera fu tuttavia capace di infliggere anche vere e proprie goleade ai cugini granata come il 6-0 del 20 aprile 1952, con doppietta di Boniperti e Hansen, oppure il 5-0 del 3 dicembre 1995 coronato da una tripletta di Vialli e i gol di Ravanelli e Ferrara.

Michel Platini che qui segna la rete della vittoria (1-0), superando il portiere granata Terraneo, nel derby contro il Torino allo stadio Comunale, giocato il 21 novembre 1982


Ancora fresco il ricordo del 3-3 nella partita disputatasi il 14 ottobre 2001, con la Juve raggiunta dai gol di Lucarelli, Ferrante e Maspero e tradita da Salas, capace di sbagliare il rigore del possibile 4-3, forse con la complicità di una buchetta scavata sul dischetto davanti al pallone dai giocatori del Toro.

Da ricordare il pareggio in un derby della stagione 2001-’02 con il gesto, ormai storico, di Maresca che, festeggiando, mimò la carica di un toro schernendo l’esultanza dei giocatori del Torino (e di Ferrante in particolare) e rivendicando il simbolo della città anche per identificare la squadra bianconera.

Le corna di Maresca

Il capocannoniere di tutti i tempi della sfida è Boniperti, autore di 14 gol, tutti con la maglia bianconera. Segue a ruota Gabetto che ha diviso equamente i suoi 12 gol: 5 in maglia granata e 7 con la Juventus, mentre il primo cannoniere completamente torinista è Pulici.

Mario Bocchio