Kenny Dalglish è un uomo dalle qualità contrastanti. È un ingannevole cinque piedi e otto pollici, ma immenso di statura. È spesso giudicato per un atteggiamento apparentemente pungente, eppure ha sempre avuto un sorriso contagioso e un battito di ciglia mai lontano. Il re calciatore Kenny non aveva abilità distintive, tuttavia eccelleva in ogni situazione. Il suo linguaggio del corpo sembrava comunicare una quasi mancanza di direzione; fermamente alla periferia dell’azione, improvvisamente sapeva realizzare una rifinitura di spietata qualità. Il sorriso e il caldo scintillio negli occhi facevano parte di ogni raggiungimento dell’obiettivo.

Nel Celtic

Nato a Glasgow nel 1951, Dalglish, tifoso dei Rangers, ha  iniziato la sua carriera calcistica come portiere. Dopo i tentativi infruttuosi di Liverpool e West Ham nel 1965, il Celtic arrivò a ingaggiarlo un anno dopo. Dalglish corse a rimuovere i poster dei Ranger dalle pareti della sua camera da letto prima di discutere i termini del contratto a casa sua,  con i suoi genitori e il rappresentante dei Celtic  Sean Fallon. Inizialmente prestato al Cumbernauld United, Dalglish ha condiviso il prato di gioco con l’apprendistato in falegnameria. Si è scontrato con il manager del Celtic Jock Stein. Il leggendario boss desiderava che disputasse un altro anno a Cumbernauld, ma il giocatore voleva diventare professionista. Dalglish in qualche modo è riuscito a farsi strada.

Nella nazionale scozzese

Dopo aver trascorso la fine degli anni ’60 diviso tra i margini della prima squadra del Celtic e le riserve, è stato solo dal 1971-‘72 che Dalglish ha consolidato il suo posto nel club dei protestanti. Il portiere convertito si era spostato dal centrocampo all’attacco e ha guidato una squadra che aveva conquistato quattro titoli di campionato, quattro Coppe scozzesi e una Coppa di Lega scozzese prima di trasferì in Inghilterra. Era anche sulla buona strada per essere il detentore del record di marcature in Scozia. Una volta firmato per il Liverpool nell’agosto del 1977, Dalglish aveva la responsabilità di sostituire Kevin Keegan. Insieme ai suoi modi, distanti da King Kevin, il suo fu il gol vincente, uno dei 31 nella stagione, nella finale di Coppa dei Campioni del 1978 contro il Bruges. Fu il coronamento di una bella annata. Quella del debutto.

Dalglish (secondo da sinistra) al Liverpool nel 1984, mentre festeggia assieme ai connazionali Nicol, Hansen, Gillespie e Souness la vittoria in Coppa dei Campioni.

La permanenza di tredici anni di Dalglish ad Anfield ha coinciso con l’era di maggior successo del club, il che non è un caso, in quanto ha vinto sei campionati, tre Coppe Campioni, quattro Coppe di Lega, una FA Cup e una Supercoppa Uefa. Dalglish era un personaggio dalle molte qualitò. Vicino all’area di rigore, con un pallone da calcio nelle immediate vicinanze, la forza, il talento, la sicurezza, l’arte, la sfida e la pura gioia per il goal si sono abbinate all’uomo versatile ed esuberante descritto fuori dal campo. In seguito al dramma dell’Heysel nel 1985 contro la Juventus e alle dimissioni di Joe Fagan, un Dalglish di ormai 34 anni è diventato giocatore-manager ad Anfield. Poche cose durano per sempre. Come manager, la presenza di Dalglish all’indomani del disastro di Hillsborough è stata colossale ed eroica, e pochi possono dubitare che il trauma, unito alla maturità di molti giocatori del Liverpool, abbia aperto la strada al suo abbandono. Dalglish si è dimesso nel febbraio 1991.

Idolo dei Reds

Guidò il Blackburn Rovers verso l’impensabile  titolo di Premier League nel 1995 e arrivò quasi a ripetere quel successo con il Newcastle United. Il decennio si è chiuso con uno sfortunato ritorno al Celtic, inizialmente come direttore tecnico, prima di sedersi in panchina. Poi nuovamente Liverpool, portandolo alla conquista della Coppa di Lega nel 2012,  ma la performance rimase imperfetta per il brutto caso che coinvolse Luis Suárez, squalificato  per otto giornate per insulti razzisti a Patrice Evra.

Il successo nella Premier alla guida del Blackburn Rovers

Da giocatore della nazionale scozzese, Kenny Dalglish ha collezionato 102 presenze e ha preso parte alla Coppa del Mondo del 1974 in Germania Ovest, 1978 in Argentina e 1982 in Spagna.

In omaggio al giocatore votato numero uno in un elenco di “Cento giocatori che hanno scosso il Kop” sul sito ufficiale del Liverpool, il Centenary Stand di Anfield è stato ribattezzato The Kenny Dalglish Stand. L’eredità di Dalglish vive certamente a Liverpool, ma appartiene all’intero mondo del calcio.

Mario Bocchio