Il Rayo Vallecano è una squadra dalla storia originale che ha avuto modo di festeggiare il ritorno in Liga dopo due anni. La terza squadra di Madrid ha sede nel quartiere più popolare della capitale spagnola, barrio Vallecas, una zona caratterizzata per essere quella con il reddito pro capite minore, ma anche per l’impegno sociale dei suoi abitanti. Scendendo con la metro a Vallecas sembra quasi di non essere a Madrid.

Madrid, la fermata barrio Vallecas

La capitale spagnola è contraddistinta per un architettura in cui l’antico (poco a dire il vero) si fonde con il moderno. Passeggiare sulla Gran Via non è dissimile da farlo a Times Square, basta alzare gli occhi al cielo e si possono vedere insegne luminose al led che sponsorizzano i marchi più importanti. I teatri in stile Broadway che ormai da più di un anno registrano il tutto esaurito con opere come The Lion King, il palazzo della Schweeps che troneggia alle spalle della statua di Chervantes a Plaza de Espana. Barrio Vallecas, invece, ha tutte le caratteristiche del quartiere popolare con colori tendenti al grigio e palazzoni decadenti.

Lo stadio del Rayo Vallecano

Il Rayo e tutto ciò che ruota intorno alla squadra è il cuore pulsante del quartiere. Passeggiando intorno allo stadio “Campo da Futbol de Vallecas” (15.000 posti) si può notare come la struttura non sembri rispettare i parametri standard della Liga: è stata, infatti, imbrattata da writers ed è fatiscente, tuttavia quando si arriva al gate 1 si entra nella storia del Rayo Vallecano.

Il murales che ricorda Agbonavbare

I murales non sono più scomposti e troneggia il dipinto dell’ex portiere della squadra Wilfred Agbonavbare.

Nella Nigeria al Mondiale del 1994 in Usa

Una storia tristissima la sua: morto a 48 anni, povero, dopo aver speso i soldi di una vita professionistica per curare la moglie, anche lei morta di cancro.

Nella “rosa” del Rayo Vallecano

Amato dagli abitanti di Vallecas perché come loro anche lui si era rimboccato le maniche (tanto da diventare un facchino all’aeroporto di Madrid per guadagnarsi i soldi che gli consentivano di vivere), con la nazionale nigeriana aveva anche vinto una Coppa d’Africa nel 1994 e che viene citato in una canzone di Elio e le Storie Tese: “Se Agbonavbaré difenderà la propria porta nei mondiali di calcio americani, forse la Nigeria vincerà questi famosi campionati di calcio mondiali americani” .

Alla sua morte, il popolo del barrio fu fautore di un bellissimo gesto di solidarietà, comprando i biglietti aerei ai figli che così dalla Nigeria poterono arrivare a Madrid .

Guarda anche