Se è vero che il basket è divenuto con lo scorrere del tempo lo sport più seguito a Rieti, è altrettanto vero che per il calcio ogni reatino è stato sempre disposto a rimanere senza voce o ad arrampicarsi sugli alberi di viale Fassini per vivere da…vicino le gesta degli amarantocelesti.

L’epopea del pallone in città vide la luce sul polveroso campo di Porta Cintia per proseguire poco più tardi su quello di carbonella del Molino della Salce: lì si esibivano ‘Fischittu’ (portiere “alla Combi”), Italo Carotti, Nemesio Ferroni, Ottorino Rocchetti, Tommaso Tomassoni, Gigino Catini e tanti altri che fecero da battistrada all’avvento industriale della Supertessile e, nel contempo, della prima vera societa’ cittadina che fu ospitata nel glorioso impianto di viale Fassini,nel complesso della  Cisa  Viscosa voluto dal barone Alberto Fassini sul finire degli anni ’20.

E viale Fassini per sessant’anni ha condiviso gioie, dolori e illusioni del pallone reatino:tutto iniziò con l’arrivo di Mario  Magnozzi (uno degli ‘alfieri’ di Vittorio Pozzo) a cavallo dei Mondiali del 1934 alla guida della Supertessile di serie C prese idealmente il testimone dal Victoria Rieti e dal Rieti Football Cluba. Con Magnozzi iniziò anche un ciclo di indimenticate annate calcistiche. Sul finire della guerra (era il 1945) nacque la “Vaccarezza Rieti” grazie ai sacrifici del presidentissimo Florido Floridi: e fu subito Serie B!

Una formazione di grande spessore che aveva in Manlio Scopigno, nel longilineo bomber Rossi-Levi (quasi un….clone di Felice Borel II) e nell’allenatore-giocatore Ermes Borsetti (campione d’Italia con la Roma 1941/42) i tre protagonisti di un’autentica ‘primavera’ calcistica: Rieti che sfidava senza timore reverenziale i grandi clubs del Centro-Sud dando vita ad epici scontri sulla pozzolana di viale Fassini.

Tutto durò due annate di sogno….poi i soldi finirono! E toccò a Sabatino Jacoboni ricostruire la Società Sportiva Rieti: accanto a lui spuntarono i primi grandi campioni reatini, su tutti Attilio “Lillo” Galassini (Roma, Verona, Mantova e Chieti con una puntatina in Canada) e Antonio “Tonino” Tomassoni (Palermo, Ascoli, Parma, Trapani, L’Aquila) e una nidiata di altri giocatori di assoluto talento che permisero alla compagine reatina una permanenza altalenante tra la Promozione laziale e la IV Serie.

Tuttavia, furono le vicissitudini societarie a non permettere il tanto atteso ritorno tra i professionisti, finché agli inizi degli anni ’60 l’avvento del dottor Giovanni Fioravanti alla presidenza del club di piazza Vittorio Emanuele II rinvigorì le speranze di un tempo, peraltro deluse dalla sconfitta nello spareggio di Viterbo contro il Tivoli del 1958. Fioravanti richiamò quell’Ermes Borsetti dei tempi della serie B e mise assieme una formazione rimasta nel cuore di ogni vecchio tifoso amarantoceleste (alfieri ne erano il capitano Brusadin, “Lillo” Galassini e il centravanti Cesare Jovino, l’Hidegkuti di casa nostra): il vittorioso spareggio con il Formiadi Amos Cardarelli è ancor oggi una pietra miliare per la storia del calcio reatino che tornava dopo anni di purgatorio in IV Serie.

La formazione della stagione 1977-’78

Ma non durò tanto questa ebbrezza di vittoria perché in tre anni ci si giocò tutto. Si dovrà addirittura attendere la stagione 1973-74 e la presidenza dell’amatriciano Marino Camponeschi per riassaporare la IV Serie e stagioni di ottimo calcio: allenatori come Roberto Melchiorri, Valentino Persenda, Marcello Alberici, giocatori talentuosi e carismatici quali Porzia, Rucci, Campidonico, Motti, Daldin, Passarani, Petrangeli, Del Pelo. Un mix di grande spessore e qualita’ ‘sacrificata’ per una IV Serie. Poi, dopo la presidenza-Mele ancora anni bui fino alla vittoriosa stagione del 1978-79 con Cerusico in panca, Schifi-Cantera-Lelli alla presidenza, Rocco Cignitti capitano coraggioso di un undici che aveva nel redivivo Emidio Di Carmine (già nel Cagliari di Gigi  Riva e di Scopigno) l’uomo- simbolo. Poiché  la storia è ciclica anche in negativo la successiva retrocessione in Promozione ricacciò indietro anni luce il calcio reatino per almeno una decina di squallide stagioni.

Archivio privato Egisto Fiori, Calendario 1967-’68

Nel corso degli anni la maggiore squadra di calcio della provincia ha militato tra la Promozione laziale e la Quarta Serie, categorie che hanno subito numerose denominazioni (Interregionale, Serie D, ecc.) ma la sostanza era sempre quella. Grande è stato sempre il seguito di pubblico negli “anni buoni”, cioè negli anni delle promozioni ottenute sul campo, e non per riorganizzazione dei campionato com’è pure accaduto diverse volte.

Archivio privato Egisto Fiori, Calendario 1974-’75

Non sorprendono quindi i tremila spettatori che gremivano il vecchio Fassini nello spareggio finale con il Formia al termine del campionato 1963-64 vinto 3-1 dopo il pareggio 1-1 nella gara di andata. Presidente il dr. Giovanni Fioravanti, allenatore lo storico ex campione italiano con la Roma Ermes Borsetti. Questa la formazione tipo: Piacentini, Mosconi, Paris, Brusadin, Martini, Marchitelli, Galassini, Rucci, Iovino, Tomassoni, Orlandi. Promozione in Serie D con ampio merito.

Dopo alterne vicende il Rieti tornò a dominare il campionato di promozione e nel 1974 risalì nella categoria superiore (sempre Serie D che tecnicamente a quei tempi valeva molto) grazie ad uno squadrone imbattibile composto da Zucchi, Fabiani, Sebastiani, Campidonico, De Masi, Dionisi, Bonaposta, Rucci, Porzia, Ricci, Penserini. Allenatore Roberto Melchiorri, presidente Marino Camponeschi. Tra i dirigenti, Francesco Curci, padre di Riccardo attuale presidente del Rieti.

Il Rieti 1974-’75. In alto, da sinistra:  Renato Palmari, Roberto Fabri, Franco Fabri, Giancarlo Petrangeli, Pres. Mele, Renato Ciaramelletti, Maurizio Del Pasqua, Alberto Cavalli, Claudio Catoni, mister Valentino Persenda. Accosciati, da sinistra: Mario Sebastiani, Moreno Torcolacci, Mauro Passarani, Renato Pellegrini Aldo Solfanelli, Bertogna, Alberto Motti

Tre  anni dopo, questa squadra, con qualche variante, fu ceduta in blocco al Frosinone dal Patron Pietro Mele. Alcuni giocatori tra cui Rucci non accettarono il trasferimento.

Il tempo passa, retrocessioni e rivoluzioni societarie non mancano. Cosi nel campionato 1978-’79, presidente Rolando Schifi, allenatore Nazzareno Cerusico il Rieti tornò ancora in Serie D con questi giocatori: Bianchetti, Angeletti, Mattioli, Olivieri, Cignitti, Castellani, Mastropietro, Trivellone, Passarani, Caprioli, Di Carmine, Marianantoni.

Ci vorranno ancora dieci anni, tra alti e bassi, perché il Rieti si affacci al Campionato Interregionale (nuovo nome della Serie D). Accadde nel 1989, presidente Chiavolini d.g. Sergio Mozzetti allenatore Carlo De Angelis. Questa la squadra: Bianchetti, Pirozzi, Pezzotti, Petrucci, Bonanni, Lorenzini, Senneca, Gasparri, Rodolfi, Grasso, Giulivi.

Sergio Pirozzi

Nel 1995 dopo l’ennesima retrocessione  nel campionato d’Eccellenza i dirigenti del Rieti alzarono le mani, ma il neonato Football Club Rieti, presidente Nunzio Rucci tornò subito nel Campionato Nazionale Dilettanti, e finalmente nel nuovo secolo Campionato 2004-05, presidente Stefano Palombi, allenatore Sergio Pirozzi, futuro sindaco di Amatrice, il Rieti approdò in Serie C2 con questi uomini: Mangiapelo e Santonico portieri; Fabiani C., Mazziotti, Perelli, Desideri, Di Francia, Dionisi difensori; Bartoli, De Vizzi, Fabiani G. Salvagno, Gentile centrocampisti; De Witt, Di Iorio, Galli, Martini, Polverini.

Il resto è storia dei nostri giorni, senza dimenticare la Coppa Italia Regionale conquistata nel 2012 dal Rieti allenato da Fabrizio Paris.

Vai agli articolo originali: Il calcio a Rieti dal 1920 e Rieti amarcord: quando 3000 tifosi gioivano al Fassini