Alla scoperta di Fabio Paratici calciatore. Di provincia
Apr 16, 2019

Tutti, ormai, conoscono le doti dirigenziali di Fabio Paratici, che insieme a Beppe Marotta ha formato l’ossatura dei successi bianconeri. Ma Paratici è stato dapprima un buon centrocampista, estremamente duttile in campo e con una carriera passata a sgambettare nei campi di Serie C. Da calciatore ha militato in 12 società diverse, collezionando fra C1 e C2 ben 270 presenze. Fabio Paratici nasce a Borgonovo Val Tidone in provincia di Piacenza.

Paratici e Marotta (foto LaPresse)

Nel settore giovanile della squadra del suo paesino, di cui papà Luciano è il presidente, incomincia a dare i primi calci. La svolta avviene nella stagione 1985 quando Paratici passa al settore giovanile del Piacenza.

Nel Piacenza

Con la maglia biancorossa farà tutta la trafila iniziando dai giovanissimi, passando prima per gli allievi e poi nella squadra primavera, dove assieme all’amicone Pippo Inzaghi, raggiungerà le finali nazionali. Il debutto in prima squadra arriva il 29 aprile 1990 contro i canarini del Modena. Rumignani gli assegna la maglia numero 2, il ragazzo ripaga la fiducia del tecnico disputando una gran partita. Alla fine della stagione collezionerà cinque presenze.

Un primo piano di Fabio Paratici

L’anno dopo, con Cagni in panchina, la prima squadra torna ad essere un sogno. Il Piacenza vola verso la serie B e la società decide di cedere Paratici in prestito alla Pro Palazzolo in C1. Con la squadra lombarda rimane un solo anno, poi passa al Fiorenzuola di Giorgio Veneri dove vince il campionato di C2.

Giovanissimo nella Borgonovese

Quando sembra che tutto è pronto per spiccare il “grande volo”, ecco che un brutto incidente stradale rischia di stroncare definitivamente la carriera del giovane calciatore piacentino. E’ la sera del 26 febbraio 1994, quando torna a casa da Bologna in congedo militare, a causa di un colpo di sonno perde il controllo della sua auto e finisce contro un palo della luce, abbattendolo. Ci vuole l’intervento dei vigili del fuoco per estrarlo dalle lamiere. Il responso medico è terrificante: frattura di tibia e perone, con rottura dei legamenti della caviglia. Progetti e sogni svaniti in un attimo, stagione con il Fiorenzuola finita, futuro calcistico in serio pericolo. Una brutta parentesi che poi si risolve nel migliore dei modi.

Paratici (accosciato, primo da destra) nel Fiorenzuola della stagione 1992-’93

A Pavia in C2 la rinascita, poi Marsala, Novara e Palermo. Con i rosoneri sfiora la serie B perdendo nella finale play off contro il Savoia, compagine che poi militerà qualche anno dopo. E’ l’estate del 2001 quando Fabio Paratici arriva alla corte del Giugliano.

Dal Savoia al Giugliano

In società, retta dal presidente Poziello, entrano i fratelli Moxedano che porteranno tra le fila gialloblu un nutrito gruppo di calciatori del Savoia e tra questi c’è anche Fabio Paratici. Il Giugliano parte con propositi ambiziosi: l’obiettivo è la promozione in C1. La squadra è composta da calciatori di categoria superiore come il capitano Simone Fortini, il difensore Simone Veronese, i centrocampisti Fabrizio Romondini, Roberto Manfredi, Angelo Affatigato, gli attaccanti Giorgio Corona e Nunzio Falco e poi vi sono giovani interessanti come i fratelli Giulio e Vincenzo Migliaccio, il difensore Massimo Gobbi e gli attaccanti Pietro Dell’Orzo e Gianluca Fanelli. In panchina siede Alessandro Madocci, poi verrà sostituito da Lamberto Leonardi.

Nel Giugliano 2001-’02, campionato di Serie C2. Paratici è il primo accosciato, partendo da destra

La compagine gialloblu rimane per lungo tempo in testa alla classifica, poi nel finale il rendimento cala vistosamente e alla fine si piazza al quarto posto.

Il cartellino di Paratici ai tempi della Borgonovese

Ora i sogni di promozione passano attraverso i play off, ma svaniscono contro il Paternò. Per Fabio Paratici la maledizione dei play off continua. Cinque le promozioni sfuggite sul filo di lana: Palermo, Savoia, Giugliano e due volte con il Brindisi, compagine con la quale nel 2004 chiuderà la carriera da calciatore. Con la compagine pugliese, però, Paratici conquisterà la Coppa Italia di serie C 2002-2003. Massimo Morgia, l’allenatore che l’ha avuto a Pavia, a Marsala, a Palermo ed infine con il Savoia, di lui dice: “Fabio è stato un mio calciatore in diverse squadre che ho allenato e poi l’ho consigliato e fatto acquistare al Giugliano dove era andato ad allenare il mio secondo, Madocci. In definitiva è stato quasi sempre con me. Era un giocatore di coraggio, di grande cuore e gran corsa. Era un ragazzo che stava sempre bene all’interno di un gruppo, non creava mai problemi quando non giocava. Il suo ruolo era quello di esterno oppure di centrale di centrocampo, aveva questa duttilità. Un po’ come alla Marchisio, rimanendo in tema Juve, che ha fatto anche l’esterno in passato. Fabio aveva voglia di fare, un bel carattere. Ovviamente la sua carriera da direttore si sta rivelando più importante di quella da calciatore. Ma lui è sempre stato molto curioso e metodico. Fin da giovane mostrava interesse nello scoprire le caratteristiche degli altri calciatori, ha sempre avuto la voglia di vedere oltre a quello che c’era in campo. Si vedeva che era proiettato verso la carriera di dirigente. Siamo rimasti in ottimi rapporti, ci sentiamo spesso e più di una volta sono stato suo ospite a vedere la Juve”.

Nel Brindisi che vinse la Coppa Italia di serie C 2002-’03

Appese le scarpe al chiodo nel 2004 all’età di trentadue anni, Paratici diventa subito osservatore e da lì inizierà la scalata che noi tutti conosciamo. Beppe Marotta, di cui Fabio diventa subito il suo braccio destro, lo porta alla Sampdoria dove gli viene dato il ruolo di capo degli osservatori e successivamente quello di direttore sportivo. Ma è nel 2010 che lo aspetta il grande balzo passando alla Juventus insieme a Beppe Marotta. Il neo digì gli affida il coordinamento dell’area tecnica. Un compito di enorme responsabilità: quello di rinverdire i fasti della Vecchia Signora.

Paratici e Nedved

E lui ci riesce magnificamente. Ha vinto tutto ciò che si poteva vincere, i numeri come lui non li ha nessuno. Alla nona stagione in bianconero, può annoverare la conquista di ben 14 trofei: 7 Scudetti, 4 Coppe Italia e 3 Supercoppe Italiane. Chi lo avrebbe mai detto, appena un anno fa, Fabio Paratici a capo dell’area tecnica senza il suo mentore, Beppe Marotta. E così dopo 9 anni si scioglie la coppia dei mille successi, la coppia di manager che ha vinto più di tutti. Strani incroci perché prima di prendere in mano totalmente la gestione bianconera, Paratici è stato tentato di dire addio alla Juventus. Le proposte non sono mai mancate. Ha avuto la possibilità di poter lavorare con massima libertà in top club internazionali, primi fra tutti in quelli della Premier League ma a lui un pensierino lo avevano fatto anche il Real Madrid e il Paris Saint-Germain. La scelta del presidente Agnelli è stata decisiva e convincente nel momento più delicato: addio a Marotta passato all’Inter e promozione per Paratici. Dopo aver avuto un ruolo importante nell’operazione Ronaldo, Fabio Paratici ora pensa ai prossimi colpi di mercato.

Alla Juve insieme a Nedved e ad Andrea Agnelli

Nel mirino del dirigente bianconero vi sono tre calciatori a parametro zero. Una costante che in passato ha sempre contraddistinto le sue campagne acquisti.

La priorità assoluta è quella di portare a Torino il centrocampista dell’Arsenal, Aaron Ramsey. Manca solo l’ufficialità, al calciatore gallese sarebbe stato offerto un contratto di 4 anni a 7 milioni di euro a stagione a partire dal 1° luglio 2019. Gli altri due acquisti sarebbero un difensore di livello internazionale e un centrocampista offensivo di prima fascia in caso di partenza di Pjanic o Kedira, sognando Isco pur sapendo che sarà un’operazione più che complicata. La prospettiva è quella di una Juve rafforzata ma anche ringiovanita, in pieno stile Paratici. Perché sarà il 2019 del suo decollo dell’area tecnica bianconera, il grande salto approvato da Agnelli per respingere gli assalti delle squadre inglesi, spagnole e tedesche.

Paolo Buonanno

La foto sotto il titolo, che ritrae Paratici e Ronaldo, è tratta da “La Gazzetta dello Sport”

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