Nove anni fa ci lasciava il Capitano del Campobasso Calcio, Michele Scorrano. Un simbolo per l’intera città capoluogo, un emblema della sportività per giovani e meno giovani.

 

Michele Scorrano ha portato la tanto ambita fascia al braccio negli anni Settanta e Ottanta e ha collezionato ben 368 presenze con la maglia rossoblù, di cui 63 in serie B condite dalla bellezza di 3 gol. Ha militato per oltre un decennio nel Campobasso, dove ha calcato i campionati dalla Serie D alla Serie B. Chiude la carriera da professionista nel Barletta in Serie C1 per poi giocare a fine carriera nei campionati regionali molisani con la Turris Santa Croce.

 

Rimarrà per sempre l’idolo dei tifosi.

 

Il grande Capitano ci ha lasciato prematuramente nel 2009, all’età di 57 anni, a causa di un infarto mentre si trovava nella sua casa di Campobasso.

 

Il vecchio stadio “Romagnoli” con la mascotte, il lupo.

 

Solo nel 1975 il Campobasso compie un salto di qualità, passando alla Serie C, sotto la guida del presidente Nucciarone, tre anni dopo  arriva la promozione in Serie C1. È qui che cominciano gli anni d’oro dei rossoblu. I campionati della C1 sono ottimi, la squadra conquista dopo quattro anni la Serie B.

 

 

Quando c’era Quel Campobasso.

 

I Lupi molisani conquistano un successo dopo l’altro, battendo squadre del calibro di Lecce, Palermo e Atalanta, e nel campionato 1983-’84 addirittura sfiorano la promozione in Serie A, poi concludendo la stagione al 5° posto, a soli 5 punti dalla promozione.

 

Il Campobasso sulle figu “Panini”, stagione 1982-’83.

 

In Serie B il Campobasso ha come capitano proprio Scorrano, pilastro difensivo è Domenico Progna, in porta una vera saracinesca: Walter Ciappi. Per non parlare poi del centro campo: Maestripieri, Di Risio e Goretti. Oscar Tacchi e Ugolotti formano l’attacco. È solo una parte dei grandi campioni che si sono susseguiti nella rosa campobassana.

 

Capitan Scorrano con Giancarlo Antognoni, prima di Campobasso-Fiorentina 1-0.

 

 

Questi sono anche gli anni delle tifoserie, dove nascono veri e propri gruppi organizzati che riempiono lo stadio ogni domenica. Non erano semplici tifosi, erano Ultras. Infatti nasce in quegli anni il Comando Ultras Campobasso 1981, con il loro striscione ufficiale nel settore distinti e una sede dove incotrarsi e organizzarsi. Sono cresciuti pian piano fino a formare diversi gruppi come gli Smoked Heads, i Fedayn, i Vigilantes. I Ragazzi della Curva Nord.

 

Settembre 1982, stadio “Olimpico” di Roma: il laziale Bruno Giordano cerca di penetrare nell’attenta difesa del Campobasso.

 

Anni indimenticabili quelli, si seguiva la squadra ovunque, qualcuno ricorderà il treno speciale per Como con 3000 tifosi rossoblu. E come dimenticare Gino&Gina? Gli autori della canzone “Forza Lupi Rossoblu”, quella che fa “ ‘U Molise è na region, addò la gente jesce pazz p’u pallone..”, so già che la state cantando anche voi. Anche Riccardo Cucchi ebbe un piccolo ruolo negli anni gloriosi dei Lupi, fu cronista Rai nella sede regionale prima di divenire un grande radiocronista calcistico a livello nazionale.

 

 

Poi purtroppo la brusca caduta, che vide la squadra precipitare sempre più verso le divisioni inferiori. Prima lo spareggio con la Lazio nel 1987, partita persa al S.Paolo di Napoli per 1 a 0 dai Lupi.

 

Quindi la retrocessione, a cui ne seguirono purtroppo altre, fino ad arrivare al 1990, quando la retrocessione dalla Serie C2 segnò anche il fallimento della società.

 

Sara Carriero