Il Calcio Sorrento è un solido tassello del patrimonio storico-culturale-sportivo non solo della città di Sorrento ma dell’intera penisola sorrentina. Dimostrazione sono le straordinarie riprese di Nello Parlato, digitalizzate e portate “a nuovo” da Ludovico Mosca, grande appassionato di filmati ed immagini d’epoca.

Fotogrammi che documentano una pagina dei settantadue anni della gloriosa storia rossonera dove emerge come protagonista la passione del popolo di tutta la penisola, estasiato dalle prestazioni della compagine diretta dal duo Lauro-Tonino e allenata da un giovane Gennaro Rambone.

1968, Gennaro Rambone festeggia la promozione del Sorrento

Ricordo di un calcio d’altri tempi ma le prodezze di bomber Forzelin a distanza di cinquanta anni regalano ancora forti emozioni, fino ad ieri tramandate solo a voce da padre in figlio ed ora testimoniate in questo docufilm in cui è facile immaginare il boato della tifoseria che occupava qualsiasi centimetro dello storico impianto di via Califano.

Gioia ed emozioni per la promozione del Sorrento in serie D, primo passo di una scalata trionfale che culminerà in serie B, passando per una memorabile vittoria in Coppa Italia contro il Napoli al San Paolo (vai all’articolo originale).

Roma, Stadio Flaminio, 2 giugno1969. Spareggio per la  promozione in C. Sorrento-Turris 1-0. In piedi da sinistra: Fernando Ascatigno, Davide Biasini, Pietro Sani, Pasquale Di Leo, Antonio Gridelli, Edmondo Lorenzini. Accosciati: Giuseppe Nazzi, Roberto Forzelin, Nino Fiorile, Renzo Vit, Antonio Furlan

Tre promozioni in quattro anni: dal campionato dilettantistico campano alla Serie B, un ciclo esaltante culminato nel 1971. Negli anni di Riva e Boninsegna, intervallati dalle gesta europee del Milan di Nereo Rocco, il Sorrento raggiunse il punto più alto della propria storia. Gennaro Rambone (ex ala destra del Napoli) guidò i rossoneri dalla Promozione regionale alla serie C, un testimone raccolto da Giancarlo Vitali nell’unica ascesa verso la cadetteria nazionale.

Il Sorrento e Achille Lauro

Il denominatore comune era Achille Lauro, il “Comandante”, presidente del club e sorrentino di nascita nonché armatore, ex sindaco di Napoli e presidente della squadra azzurra.

Una foto del Sorrento 1970-’71. In piedi: Bozza, Bruscolotti, Mamilovich, Moretto, Gridelli, Biasini, Lorenzini, Moscarella. Accosciati: Sportiello, Nazzi, Fiorile, Furlan, Angrisani

La favola prese vita nel campionato 1967-’68 con la salita in serie D, una scalata impreziosita nella stagione seguente: chiuso in testa il girone G a pari punti con la Turris, si rese necessario lo spareggio in gara unica al “Flaminio” di Roma. Il 2 giugno 1969 decise un gol di Piero Sani, stopper mancino, che regalò la serie C con un destro ancora leggendario tra i tifosi. L’annata 1969-’70 fu quella dell’assestamento chiusa al quarto posto, trampolino di lancio verso la marcia alimentata da Giancarlo Vitali, tecnico con brillanti esperienze da calciatore in serie A tra le fila di Padova, Fiorentina e Napoli. Dalla panchina rispondeva ai suoi ordini una squadra irripetibile.

La formazione del Sorrento che batté la Salernitana per 1-0 (rete di Sportiello) nello scontro diretto per la promozione in B del 2 maggio 1971. In piedi da sinistra: Gridelli, Lorenzini, Savarese, Noletti, Bozza, Mamilovich. Accosciati: Costantino, Sportiello, Angrisani, Nazzi, Furlan

Il portiere forlivese Antonio Gridelli, giunto a Sorrento a 36 anni, entrò nella storia del calcio italiano: il suo record d’imbattibilità di 1537 minuti (pari a 17 incontri) superò il precedente di Trevisan (1268, alla Massese) e resistette fino al primato di Tarabocchia (1791 minuti con il Lecce) tuttora vigente. In difesa la corsia sinistra era occupata dal capitano Antonino Fiorile, 17 stagioni in rossonero per un totale di 434 presenze, il primatista nella storia dei Costieri. Nella retroguardia si affacciava anche un 19enne Giuseppe Bruscolotti, che successivamente vestì la maglia del Napoli per 16 anni affiancando leggende come Burgnich e Juliano, Krol e soprattutto Maradona. Nell’attacco sorrentino i gol spettavano a Bozza e Sportiello mentre al comando delle operazioni figurava Gilberto Noletti, ex terzino nel Milan di Rivera, regista adattato per volere di Vitali. Un gruppo che festeggiò il 6 giugno 1971, data della promozione aritmetica in B a spese della Salernitana, la rivale più accreditata verso la gloria. 

La formazione del Sorrento della stagione 1971-’72 che batté il Palermo per 2-1 in Coppa Italia: In piedi Gridelli, Savarese, Giannotti, Noletti, Lodrini, Bruscolotti. In basso Costantino, Angrisani, Scarpa, Nazzi, Bozza
   

L’incanto sorrentino durò una sola stagione, sfociata nel repentino ritorno in serie C. Diverse furono le cause del fallimento a partire dal cambio alla guida tecnica: Vitali imboccò proprio la strada di Salerno, mentre alla redini del club si alternarono Nicola D’Alessio e Pasquale Atripaldi. Vani furono gli acquisti di Scarpa e Lodrini, Franzoni e Landoni: ad un pessimo girone d’andata seguì una brillante seconda parentesi stagionale, superflua nell’evitare il penultimo posto e la conseguente retrocessione con Modena e Livorno.

Sulle figurine “Panini”. C’è ache l’inconfondibile Giuseppe Bruscolotti, anche se era giovane

Pesò, soprattutto, la mancata idoneità concessa allo Stadio Italia, l’impianto del Sorrento, che disputò tutte le gare interne nell’atmosfera surreale del San Paolo.

Proprio il campo degli azzurri, in avvio di stagione, fu teatro dell’ennesima impresa dei rossoneri: il 29 agosto 1971, nella fase a gironi di Coppa Italia, Paolino Bozza beffò il Napoli di Zoff e Altafini. Risultato che non giovò alla qualificazione, ma che brilla tuttora nella pagina più gloriosa della società.

Luca Cassia

Fotografie “Tuttoilsorrento”