A Pippo Massimino, fratello del più noto Angelo, sono legati i cari e vecchi ricordi della Massiminiana Calcio, che non pochi tifosi ricorderanno, che arrivò a militare in Serie C1 che a quell’epoca si poteva considerare una Serie B.

Pippo Massimino in quel tempo fu il fondatore di questa società che si levò parecchie soddisfazioni e lanciò nell’olimpo del calcio giocatori del calibro di Pietro Anastasi – “Petru u turcu” o “Pietruzzo” – centravanti dalle grandi doti che militò nel Varese, nella Juventus, nell’Inter e nella Nazionale Italiana e che siglò un gran gol nel 1968, nella finale dei campionati d’Europa, alla Jugoslavia.
Inoltre Pippo Massimino, come i fratelli Turi e Angelo, apparteneva a una grossa famiglia di imprenditori degli anni Sessanta.

Anno 1958, la gloriosa Massiminiana dei fratelli Massimino


L’Associazione Calcio Massiminiana era una squadra di calcio di Catania fondata nel 1962 da Giuseppe Massimino, che rilevò il titolo della SCAT. Disputò per la prima volta il campionato di Serie D nel 1964. L’anno successivo vinse il proprio girone e fu promossa in Serie C, campionato in cui militò per quattro stagioni consecutive. Nel 1969-’70 retrocesse in Serie D dove giocò dal 1970 al 1976. Nel 1976 retrocesse e dopo poco scomparve. Giocarono con la Massiminiana, tra gli altri, Pietro Anastasi e Memo Prenna. I colori sociali della Massiminiana erano il giallo e il rosso.

Campionato 1965-’66

Vi proponiamo un bell’articolo scritto da Davide Caltabiano, apparso su “La Sicilia” il 27 gennaio 2015.

Sulle figurine

Una squadra con un nome importante. Di quelli che a Catania non passano inosservati, che risuona come un eco profondo e che rievoca ricordi di un passato che fu, tra gioie e dolori ma pur sempre indimenticabile.

Pietro Anastasi

Negli anni ’60-‘70 si concentra la vita della Massiminiana, che prende il nome dalla gloriosa famiglia Massimino che a Catania ha segnato in quegli anni la storia del calcio nostrano. Storia che non è stata dimenticata, un presidente come Angelo ti resta nel cuore e resta impressa anche la sua memoria oggi a campeggiare all’ingresso del vecchio stadio “Cibali” che dal 2002 porta il nome di “Angelo Massimino”.

Un undici della Massiminiana. anastasi è il terzo, accosciato, da sinistra

Ce ne faremo una ragione se il grande Sandro Ciotti, una domenica del 1961, quando il Catania batté l’Inter de “Il Mago” Herrera, urlò a gran voce “Clamoroso al Cibali” e adesso nessun altro cronista usa più questa locuzione. La prossima volta magari sarà “Clamoroso al Massimino” e il grido arriverà fin lassù.

Al “Cibali”

Il percorso della Massiminiana nasce nel lontano 1953, quando l’allora presidente della SCAT (Società Catanese Auto Trasporti) Salvatore Riceputo, creò la società di calcio, formata dai dipendenti dell’azienda. Tempi che furono, quando dei semplici lavoratori diventavano giocatori semi-professionisti e quando dei giocatori che erano in cerca di lavoro riuscivano a trovare impiego grazie ad una squadra di calcio. I primi anni la squadra giocò tra seconda divisione (allora si chiamava così), prima divisione e seconda categoria. Poi un incontro tra Riceputo e Nicolò Nicolosi cambiò la storia della squadra. Nicolosi, conosciuto dai più con il nomignolo “Cocò”, ex giocatore del Catania negli anni ’30 e ribattezzato dalla stampa “motorino” per la sua notevole velocità, organizzò un incontro tra Riceputo e Angelo Massimino, che voleva acquisire la squadra.

Angelo Massimino

Ci fu una fusione e la squadra prese il nome di Massiminana SCaT. Nel 1959-’60 la squadra partecipò al campionato di Prima categoria con allenatore proprio Nicolosi. I risultati furono subito positivi con due secondi posti nelle prime annate, ma ancora niente promozione. Gli allenamenti allo stadio Cibali proseguivano e la squadra giocava di sabato per dare la possibilità a tutti di poter assistere alle partite del Catania la domenica. La serie A era un richiamo troppo forte, il Catania e la sua storia forse anche di più. La tanto agognata promozione in serie D arriva nella stagione 1964-’65, dopo ben due spareggi prima contro la Provinciale Messina e successivamente contro l’Alcamo.

Si celebra la promozione in C

Inizia a calcare il campo anche un giovane interessante, che però senza saperlo un giorno sarà destinato ad una carriera brillante: Pietro Anastasi. Sono gli anni più belli per la Massiminiana, ma anche i più turbolenti. Dopo anni di presidenza di Angelo Massimino, in società si decise di procedere con la rielezione del presidente e la votazione fu un autentico plebiscito a favore di Salvatore Massimino. Solo un voto fu dato ad Angelo. E fu lui stesso ad assegnarselo. Infuriato per questa decisione, esplose come un vulcano e andò via denunciando tutti i membri della società, perfino i suoi fratelli.

La Massiminiana, seconda squadra di Catania

Un aneddoto incredibile, che rammenta, qualora ce ne fosse bisogno, il carattere forte di un presidente vulcanico ma allo stesso tempo primo tifoso delle squadra. Di lì a poco Angelo Massimino divenne il presidente del Catania e anche lì un altro pezzo di storia fu scritto. I tifosi del Catania, ma anche gli amanti del calcio puro, non dimenticano di certo.

Azione di gioco

Nel 1965-’66 viene vinto il campionato di serie D, allo stadio accorsero circa 28000 spettatori in uno stadio stracolmo. Salvatore “Turi” Massimino continua la scalata della Massiminiana, il fratello Giuseppe “Pippo” era come un padre per i giocatori. Quattro anni di C e la retrocessione nella stagione 1969-’70. Tanti anni di serie D fino all’ultimo posto nel 1976 che portò allo scioglimento della Massiminiana.

Adesso la squadra è tornata a vivere, sperando un giorno di poter emulare i fasti di un tempo calcando i campi di categorie più altisonanti. I Massimino sono comunque sempre presenti, i figli di Turi vanno a vedere domenica dopo domenica le partite della squadra e chissà se anche questi fratelli non stiano pensando a qualcosa di nuovo. Che poi forse nuovo non è