Il calcio «sarebbe una cosa straordinaria se non ci fosse la domenica», amava ripetere Gianni Simonelli, l’allenatore-filosofo che, dopo una discreta carriera da portiere con Casertana, Paganese e Frattese, incominciò giovanissimo (appena ventottenne) ad allenare iniziando da Saviano, il suo paese d’origine. Ma se il pallone era il suo lavoro, la passione di Simonelli restavano gli studi umanistici, coltivati fino alla laurea in Lettere classiche conseguita con una tesi in Geografia. «Non sono due pianeti lontani, al contrario sono convinto che esista un unico mondo, con sentimenti ed emozioni simili. E gli studi umanistici sono molto vicini al calcio: entrambi si occupano della persona. Il calcio è uno sport che trasmette grande creatività, e offre la possibilità di incontrare il mondo intimo delle persone. Chi lo pratica, come chi lo gestisce, può esprimere se stesso, il proprio spirito di competizione, la propria aggressività, anche il proprio spirito di competizione».

Appena aveva un minuto libero, mister Simonelli si tuffava nelle sue letture, coltivate come «antidoto allo stress». In campo, quando giocava, stava in porta. Agli esordi in panchina, Simonelli fu subito accostato ad Arrigo Sacchi. Paragone nel quale però non si riconosceva anche perché, spiegava, «agli inizi ero molto più integralista. Avevo un solo modulo in testa e ragionavo solo su quello. Adesso è diverso, mi sento più completo. E non mi paragono a nessuno».

Atteggiamento umile, modi semplici, ironia sorniona, alla visibilità e ai riflettori ha sempre preferito la panchina e il campo. Alla sua passione per il calcio, del quale era un innamorato perduto fin da bambino al punto da allenare anche le donne (Giugliano 1986-’87) quando il calcio femminile italiano muoveva i primi passi. E’ stato uno degli allenatori più esperti della serie C. In una carriera ultratrentennale, che lo ha visto smentire una massima tanta cara agli antichi: “Nemo propheta in patria”. Già perché gli allori per Simonelli sono arrivati sempre e solamente dalla Campania: Promozione in C1 col Nola (1989-‘’90) e col Benevento (2007-’08) e una coppa Italia di Lega Pro col Sorrento (2008-‘’09).

E non c’è da stupirsi perché il legame con la sua terra è stato così forte da averla girata in lungo e in largo: Afragola, Caivano, Palma Campania, Giugliano, Nola, San Giuseppe Vesuviano, Salerno, Nocera, Benevento e Sorrento. Se non si fosse seduto in panchina, con ogni probabilità avrebbe insegnato come i suoi genitori.

Nella Salernitana

La scuola e il calcio hanno punti di contatto: concetti da trasmettere, risultati da conseguire, gruppi da gestire. Alcuni di questi, a stagione in corso, quando si è chiamati a risollevarsi per un rendimento da esami di riparazione. Quando è successo, Simonelli ha dimostrato di meritare la cattedra di ruolo.

A Martifranca, nel 2006, prese una squadra sul bordo dei play-out e in 21 partite conquistò 33 punti, chiudendo all’ottavo posto in classifica. I play-off, però, hanno rappresentato sempre il suo supplizio. Cinque partecipazioni, altrettante sconfitte (tre in finale). La nemesi iniziò proprio a Nocera Inferiore quando perse contro la Ternana. Era la stagione 1997-‘’98. Analoga sorte gli toccò nel 2001-‘’02 quando a prevalere sul suo Taranto fu il Catania e nel 2002-‘’03 con il Pisa contro l’Albinoleffe. Il rapporto negativo di Simonelli con i play-off continuò poi con le eliminazioni nelle semifinali quando nel 2000-‘’01 con il suo Ascoli venne eliminato dal Messina ed infine nel 2010-‘’11 quando fu il Verona a prevalere sul Sorrento.

Salernitana: Giovanni Simonelli e Tiziano D’Isidoro   (Cronache del Mezzogiorno)

Nella lunga carriera di Gianni Simonelli c‘è stato anche un capitolo di serie B. Nel 2004-‘’05 fu chiamato a guidare il Pescara, ma il campionato si concluse con un’amara retrocessione influenzata anche da un’adeguata mancata sostituzione di Calaiò, ceduto al Napoli nel mercato invernale. Due anni fa la sua ultima panchina. Viene chiamato dalla Nocerina, a campionato in corso, per sostituire Vincenzo Maiuri.

La compagine rossonera si piazza al twrzo posto, alle spalle di Bisceglie e Trastevere, ed entra nei play-off che poi vincerà, ma ciò non sarà sufficiente per la promozione in serie C. Riconfermato per l’anno successivo, Simonelli rifiuterà per motivi strettamente personali. Così cala il sipario sulla seconda gestione di Gianni Simonelli alla Nocerina e probabilmente sulla sua carriera da allenatore.

Paolo Buonanno